22 dicembre.
Oggi pomeriggio, in ufficio.
Gente che torna a casa.
Fuori dalla porta sfrecciano colleghi con il trolley, badge in mano, per non perdere il treno.
Sorrisi.
Abbracci.
Buon Natale.
Se non ci vediamo buon anno.
Io in riunione guardo bicchieri colorati.
Alla fine cosa fai? Mah, non so, vado a casa di Mirella, forse, lo passo con i suoi. O magari in Sicilia da mia zia.
Adesso vattene però, ti ho aiutato a mettere i pacchi in macchina, adesso lasciami in pace, non ho voglia di farmi venire i lucciconi davanti al capo. Vai a casa, tu.
Natale con i tuoi.
Da Smallville, alle luminarie, ai cazzo di canguri sul logo di Google.
La bambina del mio capo e l'autoarticolato per il nipotino.
Winnie the Pooh.
Il panettone, chissà, magari papà ha fatto anche la pastiera.
Nel frattempo però mi ha fatto gli auguri, e il regalo, per posta elettronica. Una settimana fa.
Niente di tutto questo, per me. Quest'anno non si torna a casa.
